Pedologia
Pedologia (dal greco pédon, “suolo”, e logos, “studio”)
è la scienza che studia il suolo nel suo ambiente naturale.
A differenza dell'agronomia, che guarda al terreno solo come un supporto per le piante,
la pedologia considera il suolo come un vero e proprio corpo naturale vivente, che nasce,
si evolve e può anche “morire” (con l’erosione o la degradazione).
La pedologia serve a capire com’è fatto e cosa fa il suolo per noi e per l'ecosistema.
I 4 pilastri su cui si poggia la pedologia per capire “come è fatto” il suolo sono:
ORIGINE:capire come nasce il suolo
Pedogenesi
Studio del processo fisico che porta una roccia dura
(roccia madre) a trasformarsi in terra soffice.
Questo processo avviene grazie agli agenti atmosferici
(la pioggia, il ghiaccio e il sole che frantumano la roccia),
agli organismi viventi (i batteri, i funghi, le radici e piccoli animali come i lombrichi, che decompongono la materia organica) e al tempo (per formare appena 1 centimetro
di suolo fertile possono servire dai 100 ai 1.000 anni).
STRUTTURA:leggere gli strati in base a nutrienti e acqua
Profilo del suolo
Il suolo non è una massa uniforme, ma una struttura complessa organizzata in diversi livelli sovrapposti,
chiamati “orizzonti”. Questi strati, distinguibili per composizione, colore e spessore, costituiscono nel loro insieme il cosiddetto profilo del suolo, cioè la “sezione” verticale che permette di comprenderne la formazione
e il funzionamento. I pedologi leggono questi strati
come se fossero le pagine di un libro di storia.
IDENTITÀ: nominare le caratteristiche uniche dei terreni
Classificazione
Proprio come i botanici classificano le piante,
i pedologi classificano i suoli.
L'organizzazione dei suoli in categorie e tipi
(come gli Andosol vulcanici o i Podzol delle foreste
del nord) è necessaria per poterli riconoscere ovunque
nel mondo e saper operare in modo coerente
con le loro proprietà fisico-chimiche, ovvero
le proprietà idrologiche e mineralogiche.
TERRITORIO: mappare la diversità dei suoli nel mondo
Cartografia
La creazione di mappe che mostrano come i diversi
suoli sono distribuiti nel mondo e sui vari territori,
non è solo un atto di conoscenza generale,
ma ha delle ricadute pratiche e concrete.
Conoscere la natura del suolo (composizione pedologica)
è fondamentale per l'urbanistica (costruire case, edifici
o strade), l'agricoltura (dove piantare vigneti, alberi
o specifiche colture) o per prevenire rischi ambientali
(alluvioni, frane, desertificazione, inquinamento).
Il suolo non è un ammasso inerte di terra, ma un “reattore bio-chimico” che svolge compiti invisibili ma essenziali per la natura e per l’umanità.
La pedologia studia i servizi ecosistemici del suolo, ovvero “cosa fa” il suolo attraverso le sue principali funzioni, tra le quali:
Produzione di biomasse
Il suolo è il supporto fisico
e la “dispensa” di nutrienti per
le piante (azoto, fosforo, potassio),
permettendone la crescita.
Stoccaggio del carbonio
Se il suolo è sano, il carbonio resta “intrappolato” nel suolo, altrimenti
torna in atmosfera come anidride carbonica.
Immagazzinamento dell’acqua
Il suolo agisce come una spugna, trattenendo l’acqua piovana,
rendendola disponibile alle piante
nel corso del tempo.
Riserva di biodiversità
Il suolo possiede una vivace
vita microscopica (batteri, funghi,
micro-artropodi) rendendolo fertile
e ottimale gli organismi viventi.
Depurazione dell’acqua
Mentre l'acqua attraversa gli strati (orizzonti), il suolo filtra inquinanti
e batteri, restituendo acqua pulita
alle falde acquifere.
Archivio archeo-paleontologico
Il suolo protegge e conserva resti
del passato (fossili, manufatti, fondamenta antiche), offrendo un contesto temporale agli studi storici.
Funzionano come un “baratto”
della sopravvivenza
In questa alleanza nessuno lavora
gratis: il fungo esplora il suolo
con i suoi filamenti sottilissimi (ife),
arrivando dove le radici non
potrebbero mai arrivare, estraendo
acqua, fosforo e minerali
dai micropori del terreno; la pianta,
in cambio, invia al fungo gli zuccheri prodotti con la fotosintesi, che
il fungo non può produrre da solo.
Oltre allo studio del “corpo” del suolo la pedologia studia il suo “sistema nervoso e circolatorio”,
le micorrize, ovvero l'esempio perfetto di come la biologia e la geologia si fondano per creare la vita.
Non sono “cose” che stanno nel suolo, ma una simbiosi: un'alleanza strategica tra funghi benefici
e le radici delle piante. Il termine, infatti, deriva dal greco mykos (fungo) e rhiza (radice).
La pedologia moderna sottolinea che le microrrize sono importanti perché:
Costruiscono la “WOOD wide web”:
una rete internet del bosco
Le micorrize creano una rete
sotterranea che collega funghi e
piante diverse tra loro scambiandosi nutrienti. Le piante possono
“comunicare informazioni di pericolo”
(se, ad esempio, una pianta è
attaccata da un parassita, questa
invia segnali chimici attraverso
le micorrize per avvisare le vicine
di attivare le difese).
Creano effetti sulla struttura
del suolo come “ingegneri civili”
I funghi producono una proteina appiccicosa chiamata glomalina che incolla le particelle di sabbia e argilla creando dei piccoli grumi (aggregati).
Allo stesso tempo creano porosità
in quanto un suolo ricco di micorrize
è soffice e pieno di spazi per l'aria
e l'acqua. Senza di loro, il suolo
tenderebbe a compattarsi e a
diventare “morto”.