Film considerato uno dei capisaldi del cinema d'impegno civile italiano, capace di trasformare l'inchiesta giornalistica di Andrea Purgatori in un tesissimo thriller politico.
Nonostante sia uscito nel 1991, il film mantiene una straordinaria attualità. Sebbene all'epoca molte verità fossero ancora negate, la pellicola ha saputo anticipare con lucidità
il clima di depistaggi istituzionali e "silenzio di Stato" che le indagini successive e le sentenze civili degli anni 2010 hanno poi parzialmente squarciato, confermando l'ipotesi
del combattimento aereo.
Il muro di gomma
Scheda film
Scheda tecnica
Titolo italiano: Il muro di gomma
Regia: Marco Risi
Anno: 1991 | Paese: Italia | Durata: 118’
Con:
Corrado Augias, Angela Finocchiaro, Antonello Fassari, Ivano Marescotti, Sergio Fiorentini, Tony Sperandeo.
Genere: Fiction
Tema: la vicenda intorno alla strage di Ustica e delle vicende processuali legate a tale evento.
Riconoscimenti principali
• Vincitore per il Miglior soggetto (Sandro Petraglia, Andrea Purgatori e Stefano Rulli) ai Nastri d’argento
• Vincitore per la Migliore sceneggiatura ai Ciak d’Oro.
Il riconoscimento più grande, tuttavia, rimane quello storico: il film è riuscito a mantenere alta l'attenzione dell'opinione pubblica sul caso Ustica per decenni, diventando un punto di riferimento culturale
imprescindibile per chiunque voglia approfondire quel mistero.
Perché guardarlo
• Il film è un tributo al giornalismo che non si arrende. Oggi, in un'epoca di fake news e informazioni frammentate, vedere la meticolosità con cui viene ricostruita la ricerca delle prove è un richiamo etico fondamentale.
• Nonostante sia un film di oltre trent'anni fa, è ancora il miglior strumento narrativo per comprendere
la "strategia della tensione" e il concetto di "ragion di Stato". Le recenti sentenze e le dichiarazioni politiche degli ultimi anni (comprese quelle di Giuliano Amato nel 2023) rendono la visione del film necessaria
per connettere i punti tra passato e presente.
• Riesce a rendere avvincente la burocrazia, le carte processuali e i silenzi, trasformando l'indignazione civile in un'opera d'arte cinematografica che non ha perso un grammo della sua forza emotiva.