Classificazione dei suoli

La classificazione dei suoli si basa sulle loro proprietà osservabili
(come struttura, colore e spessore degli orizzonti) ovvero gli effetti riscontrabili del processo di pedogenesi.

Queste caratteristiche sono il risultato delle cause stesse
della crazione dei suoli, ovvero dell’interazione tra i fattori pedogenetici:
il clima, gli organismi viventi (copertura vegetale e microfauna),
il rilievo (pendenza ed esposizione), la roccia madre e il tempo.

Nella scienza del suolo coesistono due grandi sistemi classificatori:
lo USDA Soil Taxonomy (USA) e il WRB (FAO/Internazionale).
Sebbene entrambi puntino a catalogare il suolo in modo oggettivo,
lo fanno con filosofie diverse.

Lo United States Department of Aagricolture (USDA) Soil Taxonomy
è un sistema gerarchico rigido a 6 livelli (Ordine, Sottordine,
Grande Gruppo, Sottogruppo, Famiglia, Serie).
Funziona come una tassonomia biologica: ogni suolo appartiene
a una “scatola” dentro l'altra. Per classificarlo, questo sistema considera
non solo le proprietà fisiche del suolo, ma anche il regime climatico
(umidità e temperatura) in cui si trova.

Il World Reference Base (WRB) è un sistema più flessibile e “descrittivo”.
Non usa una gerarchia piramidale, ma un sistema di etichette.
Si sceglie un “gruppo di riferimento” (RSG) tra 32 categorie globali
e lo si arricchisce con "qualificatori" (aggettivi tecnici).
A differenza del sistema americano, il WRB si basa esclusivamente
sulle proprietà intrinseche del suolo osservate sul campo, ignorando
i dati climatici esterni.

La classificazione gerarchica dello United States Department
of Aagricolture (USDA) Soil Taxonomy è un sistema che possiede
una tassonomia gerarchica ad albero con:
12 ordini (order), ovvero le grandi categorie mondiali;
~ 68sottordini (suborder) basati su regimi di umidità e temperatura;
~ 444 grandi gruppi (great group) basati su strati (“orizzonti”) specifici;
~ 2.500 sottogruppi (subgroup) indicanti le variazioni dal gruppo principale;
~ 8.000 famiglie (family) con le proprietà fisiche e chimiche per la crescita delle piante;
~ 25.000+ serie (series) che identifica i suoli a livello locale.

Mentre gli “ordini” sono solo 12 perché i processi fondamentali che creano
un suolo (es. vulcanismo, clima arido, accumulo di materia organica),
le “serie” sono migliaia perché ogni territorio ha una combinazione unica.

In Italia, ad esempio, si può avere una “serie” specifica per un suolo alluvionale della Valle del Po che è leggermente diverso da un suolo alluvionale della Valle del Tevere. Entrambi sono dell’”ordine” degli entisuoli, ma sono due “serie” diverse (livello locale).

I numeri di “sottordini”, “grandi gruppi” e “sottogruppi” non sono fissi
per sempre ma vengono aggiornati periodicamente nei manuali USDA (attualmente siamo alla 13ª edizione delle Keys to Soil Taxonomy).

Entisuoli (entisols)
dal latino recens, recentis (-entis)
Suoli giovani derivanti da depositi
recenti (esondazioni, frane)
e quasi nessun orizzonte visibile.

Quali sono i 12 ordini della USDA Soil Taxonomy?

Vertisuoli (vertisols)
dal latino verto (mutare)
Argille che “si muovono” (creando
crepe profonde) tipiche delle zone
a stagionalità secca/umida.

Andisuoli (andisols)
dal giapponese an do (suolo nero)
Derivano da ceneri vulcaniche
(Etna, Vesuvio), ricchi di sostanze organiche e particolarmente fertili.

Inceptisuoli (inceptisols)
dal latino inceptum (inizio)
Suoli poco maturi e alterati sostanza organica in quantità apprezzabile,
tipici dei versanti montuosi instabili.

Gelisuoli (gelisols)
condizionati dal gelo
Spesso ghiacciati, con permafrost
(fino a 1m dalla superficie), tipici
della tundra e alta montagna.

Aridisuoli (aridisols)
dal latino aridus (arido)
Suoli con pochissima acqua e
accumulo di sali, tipici dei deserti
e delle zone molto secche.

Mollisoli (mollisols)
dal latino mollis (tenero, morbido)
Hanno un “orizzonte A” soffice,
scuro, ricco di humus e nutrienti,
sono tipici di praterie e steppe.

Spodosuoli (spodosols)
dal latino spodos (cenere)
Suoli acidi, con uno strato bianco
sotto la lettiera, tipici delle foreste
di conifere (climi freddi).

Alfisuoli (alfisols)
dal latino aluminium e ferrum
Suoli con accumulo di argilla
nel sottosuolo, si trova associato
a foreste temperate e fertili.

Ultisuoli (ultisols)
dal latino ultimus
Suoli molto lisciviati e poveri
di nutrienti, tipici delle zone calde
e umide subtropicali.

Oxisoli (oxisols)
ricchi in composti ossidati
Suoli estremamente vecchi, con
un profilo profondo ma poco fertile,
tipici delle foreste pluviali tropicali.

Istosuoli (histosols)
dal greco històs (tela)
Suoli composti quasi solo
da materia organica, tipici delle
torbiere e paludi.

Il World Reference Base (WRB) è lo standard internazionale
di classificazione adottato dalla IUSS (International Union of Soil Sciences).
A differenza dell’USDA Soil Taxonomy, non ha una struttura a priamide rigida, ma un sistema descrittivo e combinatorio basato su “etichettetecniche.

Il WRB si articola su 2 livelli principali di dettaglio che permettono
di identificare qualunque suolo nel mondo con:
32 gruppi di riferimento (RSG - Reference Soil Groups) che rappresentano
le grandi categorie globali definite dal processo principale di formazione
del suolo (pedogenesi) e sono i “nomi propri” del suolo (es. Luvisol,
Andosol, Histosol);

180 qualificatori (qualifiers), ovvero aggettivi tecnici che descrivono proprietà fisiche, chimiche o morfologiche specifiche, che non possono essere usati tutti con tutti i suoli (ogni gruppo di riferimento ha una sua
lista specifica di qualificatori ammessi) che si dividono in: qualificatori principali, che indicano caratteristiche essenziali per definire il gruppo
(es. Gleyic se c'è presenza di acqua, Calcic se c'è accumulo di calcare);
e qualificatori supplementari, che forniscono dettagli tecnici aggiuntivi
sulla consistenza, il colore o dettagli chimici minori (es. Skeletic per la presenza di scheletro/sassi, Humic per l'accumulo di sostanza organica).

Il numero di qualificatori è così elevato perché il loro compito è di indicare ogni possibile sfumatura fisica e chimica, ovvero le proprietà chimiche
(es. Calcic per il calcio, Dystric per la bassa fertilità), le proprietà fisiche
(es. Arenic per la sabbia, Skeletic per i sassi), le caratteristiche visive
(es. Chromic per colori intensi) e le influenze esterne (es. Irragric
per suoli soggetti a irrigazione prolungata).

Il WRB è progettato per essere oggettivo e basato sull'osservazione
diretta del profilo. La classificazione, infatti, si basa esclusivamente
sulle proprietà intrinseche del suolo misurabili o osservabili sul campo (orizzonti, proprietà e materiali diagnostici).
A differenza del sistema USDA non vengono utilizzati dati climatici esterni (come la temperatura dell'aria o le precipitazioni) per definire la categoria
di appartenenza.

Il nome di un suolo si costruisce aggiungendo i “qualificatori”
al “gruppo di riferimento”. Questo permette di creare descrizioni
molto precise, ma seguendo regole rigorose.
I qualificatori principali si scrivono prima del nome del gruppo
(es. Gleyic Luvisol) e sono considerati essenziali per identificare
le caratteristiche chiave di quel suolo in quel contesto.
I qualificatori supplementari, invece, si scrivono tra parentesi dopo
il nome del gruppo in ordine alfabetico e sono separati da virgole,
indicando dettagli secondari ma utili per usi specifici (come l'agricoltura
o l'ingegneria). Un esempio può essere Gleyic Luvisol (Distric, Skeletic).

Poiché non esistono livelli gerarchici fissi al di sotto dei gruppi,
il WRB ha una certa flessibilità di scala dove il numero di qualificatori
può variare a seconda delle necessità del ricercatore o del cartografo, rendendolo uno strumento estremamente versatile sia a livello globale
che locale.

Come ogni sistema scientifico moderno, anche il WRB viene revisionato periodicamente per riflettere le nuove scoperte della pedologia mondiale. Attualmente, il riferimento ufficiale è la 4ª edizione del 2022.

Quali sono i 32 gruppi di riferimento della WRB?

Suoli organici

Suoli a forte impronta antropica


Suoli con forti limitazioni (fisiche o chimiche)





Suoli dominati dalla chimica di ferro e alluminio








Suoli ricchi di sostanza organica minerale




Suoli con accumulo di sali o minerali specifici



Suoli con movimento di argilla (climi temperati)


Suoli influenzati dall'acqua (idromorfia)



Suoli poco evoluti o “giovani”



Istosuoli (Histosols) suoli composti prevalentemente da torba e materiale organico

Antrosuoli (Anthrosols), suoli modificati da attività agricole umane prolungate
Tecnosuoli (Technosols), suoli contenenti manufatti umani (cemento, mattoni, rifiuti)

Criosuoli (Cryosols), suoli con ghiaccio perenne (permafrost)
Leptosuoli (Leptosols), suoli molto sottili o estremamente ricchi di scheletro (sassi)
Solonetz (Solonetz), suoli ricchi di sodio scambiabile
Solonchak (Solonchaks), suoli ad alta concentrazione di sali solubili
Vertisuoli (Vertisols) suoli argillosi che creano larghe fessure quando secchi

Andosuoli (Andosols), suoli derivanti da materiali vulcanici (ceneri e lapilli)
Podzol (Podzols), suoli acidi con un tipico orizzonte di cenere bianca
Plintosuoli (Plinthosols), suoli ricchi di ferro che indurisce irreversibilmente
Ferralsuoli (Ferralsols), suoli tropicali antichi, rossi e molto poveri di nutrienti
Nitisuoli (Nitisols), suoli profondi e lucidi, tipici delle regioni tropicali
Acrisuoli (Acrisols), suoli acidi con accumulo di argilla nel sottosuolo
Alisuoli (Alisols), suoli estremamente acidi con argille molto reattive
Lixisuoli (Lixisols), suoli tropicali con argilla "lavata" ma meno acidi

Cernozem (Chernozems), le fertili “terre nere” delle steppe
Kastanozem (Kastanozems), suoli castani delle praterie aride
Feozem (Phaeozems), suoli scuri delle praterie umide
Umbrisuoli (Umbrisols), suoli acidi con un orizzonte superficiale molto scuro

Durisuoli (Durisols), suoli con uno strato indurito dalla silice
Gipsosuoli (Gypsols), suoli ricchi di gesso
Calmisuoli (Calcisols), suoli ricchi di carbonato di calcio (comuni in Italia)

Retisuoli (Retisols), suoli con migrazione d'argilla a forma di rete
Luvisuoli (Luvisols), suoli fertili con accumulo di argilla (molto diffusi)

Gleysuoli (Gleysols), suoli saturi d'acqua di falda (colori grigio-azzurri)
Stagnosuoli (Stagnosols), suoli con ristagno d'acqua piovana in superficie
Planosuoli (Planosols), suoli con un brusco cambio di tessitura che blocca l'acqua

Arenosuoli (Arenosols), suoli sabbiosi molto profondi
Fluvisuoli (Fluvisols), suoli formati da sedimenti fluviali recenti
Cambisuoli (Cambisols), suoli con un inizio di differenziazione (molto comuni)
Regosuoli (Regosols), suoli giovanissimi su materiali sciolti

Quali suoli si possono trovare in Italia?

In Italia, la varietà geologica, climatica e topografica è così elevata
che ospitiamo una rappresentanza quasi completa dei suoli mondiali.
Ecco come vengono identificati i suoli italiani più comuni secondo
i due sistemi principali:

Colline e delle pianure (i suoli più comuni)
La maggior parte del territorio italiano è caratterizzata da suoli
con un’evoluzione moderata.

USDA: Inceptisols
Sono i suoli dominanti, specialmente sulle catene montuose
e collinari (Appennino). Hanno orizzonti visibili ma non estremi.

WRB: Cambisuoli (Cambisols)
È il gruppo di riferimento in Italia; indica suoli che hanno iniziato
a crearsi dalla roccia madre ma sono ancora giovane e fertile.

Grandi pianure (Po, Tavoliere, valli fluviali)
Qui si trovano i suoli formati dai depositi dei fiumi.

USDA: Entisols
Suoli “giovanissimi”, i sedimenti vengono depositati di continuo.

WRB: Fluvisuoli (Fluvisols)
Molto comuni lungo il corso del Po, dell'Adige, del Tevere
e dell'Arno. Se sono molto sabbiosi (es. litorali),
si parla di Arenosuoli (Arenosols).

Suoli agricoli fertili (bacini sedimentari)
Suoli più antichi dove l'argilla si è spostata nel sottosuolo.

USDA: Alfisols
Tipici delle vecchie terrazze fluviali e di alcune zone
della Pianura Padana.

WRB: Luvisuoli (Luvisols)
Sono tra i migliori suoli agricoli italiani per la loro capacità
di trattenere acqua e nutrienti.

Suoli vulcanici (Lazio, Campania, Sicilia)
L'Italia è una terra vulcanica e questo si riflette perfettamente
nelle classificazioni.

USDA: Andisols
Suoli derivanti da ceneri, pomici e lapilli.

WRB: Andosuoli (Andosols)
Si trovano intorno all'Etna, al Vesuvio, i Colli Albani e nel Vulture.
Sono famosi per l'altissima fertilità (ottimi per la viticoltura).

Suoli mediterranei (Sud e Isole)
Derivanti da lunghi periodi di siccità estiva e accumulo di calcare.

USDA: Mollisols (se ricchi di sostanza organica)
o Aridisols (nelle zone più secche della Sicilia).

WRB: Calmisuoli (Calcisols)
Molto diffusi in Puglia (Salento) e in Sicilia, dove il carbonato
di calcio è la proprietà dominante.

Zone umide e risaie
Dove l'acqua ristagna o la falda è vicina alla superficie.

USDA: Histosols
Torbiere alpine o zone bonificate come l'Agro Pontino
e sottordini con prefisso Aqu- (es. Aquents).

WRB: Istosuoli (Histosols), Gleysuoli (Gleysols)
o Stagnosuoli (Stagnosols).
Questi ultimi sono tipici delle zone a risaia del vercellese
e novarese.